I 4,000 chilometri di confine tra Repubblica Popolare Chinese e gli stati dell’Indocina, Myanmar, Laos e Viet Nam sono diventati una delle più fiorenti industrie di contrabbando esteso.
Sigarette, medicinali, scooter, e qualsiasi tipo di droga: oltre la metà delle metamphetamine spacciate in China sono importate dal Myanmar, dove il governo locale indica le piantagioni di frutta che hanno sostituito buona parte della coltivazione del papavero da oppio nel Triangolo d’Oro ma il volume di sequestri di pasta grezza (comunque poco indicativo visto il tasso di corruzione) raddoppia in decine di tonnellate di anno in anno. Il Viet Nam sta aprendo una via concorrente per incrinare lo storico monopolio Burmese.
I posti di confine del Laos invece pubblicizzano armi e munizioni, indirizzando i compratori della criminalità nel paese del Dragone e aree asiatiche di terrorismo. Il flusso è a due vie: un parlamentare a Yangon ha recentemente confermato che i quattro quinti dei motorini/scooter circolanti nel paese sono di importazione illegale.
Poi c’è lo schifoso traffico di esseri umani: la scorsa settimana una retata ha bloccato la vendita di 11 donne birmane come “mogli” per gli uomini dei villaggi rurali cinesi, al costo di $8,000/$12,000 l’una, ma si valuta che siano centinaia ogni anno.
Foto? Nell’agosto dell’anno scorso ero da quelle parti sotto una pioggia epocale che è durata giorni, le foto le avevo pubblicate all’epoca ma sono sempre una testimonianza importante …






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