L’accelerazione del cambiamento

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Sono stati solo tre mesi di assenza da Singapore, ma ho percepito un’accelerazione nel cambiamento.

Si, sarà forse anche perché tendo a frequentare le zone più storiche e socialmente interessanti, e poi quando usi un intervallo dilatato di osservazione i fenomeni diventano più evidenti, ma è stata una sensazione che mi ha accompagnato costantemente in questi pochi giorni di visita.

Sono stato a Chinatown un paio di volte, passato da Little India sia con la luce che la sera, per vedere le luci del Deepavali. Ho girato per Bugis, cercando la bancarella di ceramiche dove compro solitamente delle ciotole colorate. Sono arrivato a Geylang, con l’intenzione poi di camminare giù fino a Joo Chiat, prima che fame e caldo mi facessero deviare da SuShi Tei sulla Orchard.

La sensazione del cambiamento mi ha accompagnato ovunque.

Ho già parlato (in inglese), nel post precedente, del wet market di Chinatown Complex. Gestito da anziani per servire una clientela di anziani, è frequentato da anziani: chiaro che, per le dinamica sull’ aspettativa di vita, tenda a scomparire, ma comunque mi ha colpito quello che è successo nella ultima dozzina di settimane. Una generazione sta scomparendo, e con lei le tradizioni, le abitudini, la cultura che le erano proprie si affievolisce.

Stamani sono passato da Bugis durante una lunga passeggiata. La Albert Alley, che collega Junction con l’Albert Food Hall è diventata quasi una asettica mall: scomparse le bancarelle di vestiti a fronte di gadgets elettronici e souvenirs, non c’è più il finger food che addensava odore di fritto perpetuo, e anche i due posti che offrivano frullati di frutta fresca sono cambiati e temo, a breve, vengano totalmente automatizzati.

A Geylang mi manca invece un intero palazzo, mi pare tra il Lor 22 e il 18: un gruppo di shophouse è sparito, e con loro anche la sede di una associazione di immigrati Chinesi dove solitamente riesco a fare qualche foto e sentire due cose interessanti sulla vita dell’underground singaporegno, e un posto che era una strana via di mezzo tra un tempio e un antiquario.

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5 responses to “L’accelerazione del cambiamento”

  1. Mauro Volpicelli Avatar
    Mauro Volpicelli

    Bellissima la foto di copertina con la tipa che compra i fiori

  2. diamanta Avatar

    Quanto ero giovane (millanta anni fa) vivevo “male” alla costante ricerca di un equilibrio che non trovavo, o meglio… appena riuscivo a trovarlo la vita spostava il punto centrale e mi ritrovavo ancora ondeggiante a cercare questo punto di equilibrio.

    Insomma cercavo come Battiato “… un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente…”… una fatica di Sifiso.

    Poi sono incappata in una frase di Goethe: “La vita appartiene a chi vive, e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti”.

    La vita è mutamento ed ho imparato che non devo cercare un punto fisso, ma imparare a lasciarmi cullare dalle onde.

    Ci riesco sempre? Uhm… no, perchè ci sono cose che non vorrei cambiassero mai, ma lo fanno… e quindi cerco il lato positivo (ci provo eh, non è detto che ci riesco) di quel cambiamento.

    Ti chiedo scusa per un post di una lunghezza per cui avrei potuto far quasi un mio post, ma il tuo scrivere, mi ha fatto venire in mente queste considerazioni.

    PS: Sappi che questo il post, scritto da te, che sei sempre su un’onda e mai su un punto fermo, mi ha fatto sorridere.

    PPS: Sappi che sto cercando di organizzare il mio primo viaggio in Giappone per il 2024, se va tutto in porto, se ne avrò bisgno, potrò chiederti qualche informazione?

    1. Maurizio “Mau” Vagnozzi Avatar

      Grazie del commento, interessante e stimolante. Ti leggo/rispondo in volo tra Singapore e Dubai, sorry per errori nel testo …

      Concordo con te che la vita sia un cambiamento continuo, come del resto le nostre percezioni e il nostro essere: cercare di frenare questo continuum è come scattare una pessima fotografia (e purtroppo talvolta accade).

      Non mi stupisce trovare che il tempo sta spazzando via dei contesti urbani e sociali, sicuramente potranno non avere più signicanza in un futuro. Mi ha stupito le rapidità con la quale questo avviene.

      Quando studiavo filosofia e storia, ormai nel jurassico, ho incontrato il concetto di “accelerazione della storia”, che ho metabolizzato e poi restituito nella vita professionale, riuscendo spesso a correre più veloce, prevedendo l’onda, e il successo reflusso.

      Forse sto diventando solo vecchio e romantico, e comincio ad avere nostalgia dei ricordi …

      Sul Giappone, quando vuoi!

      1. diamanta Avatar

        “accelerazione della storia” mi manca…. qualcosa che possa leggere che sia comprensibile a chi non ha studiato all’università storia e filosofia me lo puoi consigliare?

        Se essere romantici (e a volte aver nostalgia di ciò che era) è da vecchi, io sospetto di esser nata vecchia e quindi ora da vecchia pensa quanto esponenziale sia diventata questa cosa 😀 😛

        Ps: grazie per la disponibilità alle informazioni sul Giappone

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