Tempus fugit

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La settimana a spasso per la Thailandia è finita: tempo di tornare a picconare in miniera, spostandomi per un po’ in un’area dell’Africa dove le cose non sono mai semplici.

Mi son divertito, e la compagnia della Signora Tedesca a Telemetro è sempre un’esperienza fantastica: questo paese si sta spostando molto velocemente verso la modernità, e forse queste sono le ultime possibilità di vedere ancora qualcosa che non sia una shopping mall.

Sotto le pressioni internazionali, ormai quasi tutta l’area del nord ha abbandonato la lucrativa coltivazione del papavero, passando invece alla rotazione accelerata dei turisti, forse attività ancor più redditizia: il mercato Chinese, accanto a quello Nazionale e poi a quello Estero, sono una fonte consolidata di soldi.

Sceso dai monti del Nord, ho fatto tappa a Chom Thong, nella regione del Bang Luang, ultima occasione per assaggiare il caffè coltivato tra i 1500 e i 2000 metri, raccolto a mano, tostato, macinato e filtrato nel modo più semplice nel quale lo si possa gustare.

Sto per rimettere nel cassetto per qualche settimana questo mio diario, vi salutò con gli occhi di un’anziana donna, e col profumo di queste immagini …

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2 responses to “Tempus fugit”

  1. sguardiepercorsi Avatar

    Immagini sempre molto belle… Un bel reportage!
    Buon rientro, spero che la signora tedesca non stia troppo a riposo.
    E magari prima o poi ce la facciamo anche a vederci!!

  2. Pendolante Avatar

    Meraviglia! Ai prossimi scatti

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