Melchior era il Re d’Arabia, Caspar il Sultano di Sheba, e Balthazar il Re Di Tarsia ed Egitto: la Bibbia ci racconta che furono guidati dalla coda di una stella cometa, e attraversarono quello che allora si chiamava l’Oriente (l’odierno Middle East), portando come regali l’oro, l’incenso e la mirra, le tre cose all’epoca più preziose.
Mentre l’oro ha mantenuto un valore di riferimento elevato, incenso e mirra (due resine prodotte da arbusti tipici del sud della Penisola Arabica) oggi hanno solo mercati ristretti, quasi dimenticati se non fosse per ricorrenze religiose.
Le tre cose vengono ancora trattate nel mercato piu’ antico del mondo: il Mutrah Souq (o “souk”), nel porto di Muscat.
Ci sono stato numerose volte negli ultimi 20 anni, e ogni volta temo che le navi da crociera, che da qualche anno fanno tappa nel Sultanato scaricando orde di 5/6mila turisti l’una, lo trasformi in un ammasso di paccottaglia.
E’ ancora bello.
Certo non ha il fascino della fine degli anni ’90, ma merita comunque qualche ora, cercando tra le cianfrusaglie ammassate dalle origini più disparate, a ricordo della forte vocazione mercantile dei naviganti di questa parte del mondo che si affaccia direttamente sull’Oceano Indiano, a due passi dal Corno d’Africa: ad esempio valga che Zanzibar (e le sue spezie) e’ un’antica colonia dell’Oman.
Ho raccattato una jar per l’acqua, una volta portata dai cammelli durante le attraversate desertiche, e un divertente salvadanaio in ghisa, che daterei intorno all’inizio del ‘900, probabilmente prodotto in Ethiopia.
Foto? Ovvio, Mutrah Souq ….













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