102 anni e Jasmine tea

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Dall’incrocio trafficato si entra, attraverso un lungo corridoio, nella profondità della casa.

La presa del potere da parte del Đảng Cộng sản Việt Nam, il Communist Party of Vietnam, nel 1954 (la battaglia di Dien Bien Puh ha sancito la fine del colonialismo Francese), ha guidato una politica di ridistribuzione degli alloggi, attraverso la confisca delle vecchie abitazioni appartenenti ai benestanti: intere case venivano frazionate in stanze e assegnate alle famiglie con una pianificazione centralizzata simile a quanto era stato fatto in Russia.

Mi offrono del jasmine tea, profumato e ricco, con delle noccioline. Il balcone si affaccia su un incrocio trafficato della vecchia Hanoi, ma il tempo si e’ fermato qui. Le foto degli anziani di famiglia sovrastano un altare domestico, in un arredamento semplice ma non modesto. Oltre 150 anni di storia di famiglia appartengono a queste mura, oggi frammentate e separate dalle scale che dividono la cucina e il bagno dagli spazi dove incontrarsi e dormire.

Il tempo presente si ferma, per dare spazio al tempo dei ricordi, della vita vissuta, dei cambiamenti e delle trasformazioni che i suoi 102 anni di vita hanno visto. Un sorriso timido, gentile, incuriosito dal mio interesse.

Foto? Un sorriso che dura da oltre 100 anni …

 

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8 responses to “102 anni e Jasmine tea”

  1. Guido Sperandio Avatar

    Ho notato le finestre ben protette da inferriate, come qui in questi ultimi anni, dopo l’invasione di zingari (o rom, romeni, nomadi…)

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Non condivido le tue osservazioni, Guido, sull’immigrazione che genera delinquenza: in Australia tutti sono immigranti e non esistono ne inferriate ne porte blindate … addossare le colpe a chi spesso arriva da una vita di persecuzioni o di povertà è una semplificazione politica che sa più di mistificazione.

      1. Guido Sperandio Avatar

        Non ho affatto asserito l’equazione immigrazione=delinquenza. Per niente e assolutamente per niente. Le mie parole sono lì da rileggere. E ti invito a farlo.
        Semplicemente ho detto delle inferriate, che a cominciare da me dopo la visita di zingari (posso usare il termine o lo trovi spregiativo? O devo chiarmi romeni ecc. ecc.?) , appurato ch’erano zingari, ho dovuto metterle e, come me, tutta la via le ha a mano a mano messe, visto il saccheggio.
        Se poi in Australia le inferriate non ci sono, non c’entra.
        Il resto sono chiacchiere e teorie, io sto ai fatti, i miei constatati e vissuti.
        Io non mi permetterei mai di negare quanto tu vedi e vivi.
        E qui chiudo.

      2. Maurizio Vagnozzi Avatar

        Caro Guido, considero il “nomadismo” alla stregua di “immigrazione(temporanea)”, e in tal senso ho risposto al tuo commento.
        Non metto in dubito i fatti che hai subito, ma considero l’addossare responsabilità’ ad un gruppo etnico una generalizzazione che ha esempi negativi nella storia, per arrivare fino alla persecuzione, e in tal senso la contesto apertamente.
        L’integrazione sociale e culturale deve essere il veicolo della sicurezza, inferriate o muri lungo i confini, sono strumenti di difesa in arrocco che solitamente si dimostrano totalmente inefficaci.

  2. Guido Sperandio Avatar

    “Integrazione sociale e culturale” dici, figurati, questo è un Paese che fa acqua da tutte le parti, con circuiti mafiosi e feudi, inefficienza e individualismo, corporazioni ecc.
    Per realizzare quanto tu dici, che certamente è la soluzione, occorrono ben altri presupposti.

  3. wwayne Avatar

    Splendide foto e splendido post, complimenti! 🙂

      1. wwayne Avatar

        Grazie a te per la risposta! 🙂

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