La pioggia accompagna il traffico delle 4 di mattina, qui ad Hanoi, e Gong ne approfitta per raccontarmi dei suoi 5 anni passati in guerra, percorrendo l’Ho Chi Min Trail giu’ fino all’ingresso della sua divisione a Saigon.
La sua passione per il canto e’ rimasta la stessa di quando, a 18 anni, gli hanno messo in mano un AK47, spingendolo verso Sud: mi racconta della “classificazione delle canzoni” in colori, durante la censura di Guerra.
Le canzoni “rosse” erano quelle che incitavano al combattimento, ed erano le uniche permesse cantare in pubblico. Quelle “gialle”, proibite, appartenevano al South-Vietnam, il nemico.
Le “blu”, egualmente proibite, erano le canzoni del mondo occidentale, che si ascoltavano di nascosto sulla radio di “Goooood Morning Vietnam”: mi intona un paio di pezzi dei Beatles a testimoniarmi le sue capacita’ di gorgheggio.
Le canzoni “marroni”, riferendosi alla casacca dei contadini, erano quelle rurali: ritmate dal tamburo. Non proibite ma nemmeno incentivate.
I colori ci portano al mercato dei fiori, in un brulicare di petali e motorini, sotto la pioggia.
Foto? Non sono nemmeno le 5: fiori e motorini ad Hanoi, sotto la pioggia …










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