Gran bello spettacolo stasera, qui a Siem Reap in Cambodia: sono andato a vedere “Sokha”, saltimbanchi e giocolieri in una cornice autobiografica del Phare Circus.
La trama ripercorre la storia di uno dei fondatori dell’organizzazione che oggi fornisce educazione gratuita a oltre 1,200 ragazzi e ha formato 150 artisti con performances che stanno girando il mondo.
Sokha e’ una bambina, inseguita prima dalla guerra civile che dal 1960 al 1975 ha visto i Khmer Rouge, il braccio militare del Partito Comunista della Kampuchea (sostenuti dai Vietcong, nel Nord Viet Nam), opporsi alla dittatura militare, fino a conquistare la capitale. Il risultato fu quello di istituire un regime aurocratico, xenofobo, paranoico e repressivo, che purtroppo in molti salutarono nei Khmer Rossi i liberatori di un popolo oppresso, rendendosi conto solo dopo (Killing Fields) della reale portata di un sistematico genocidio, che decimo’ di un quarto la popolazione Cambogiana.
Come nella vita reale, la storia dello spettacolo e’ passata attraverso i 20 anni di guerra con il Viet-Nam, fino alla resa totale e le elezioni supportate dalle Nazioni Unite, e al programma di riconciliazione nazionale che ci ha dato la Cambodia come la conosciamo oggi.
Ragazzi di strada, cui viene dana l’opportunitΓ di un futuro differente, un successo di pubblico e critica sia qui a Siem Reap, che ovunque portano il loro sincero gioco. Merita una menzione il ragazzo che dipinge tele durante le performances, riuscendo a costruire dei quadri che offrono il contesto e le quinte di uno spettacolo semplice ma vibrante ed emozionale, compresa tutta la musica suonata dal vivo da solo due componenti.
Foto? Oggi ero a spasso a cercare la storia e le sue tracce, in un impero che ha costruito il piΓΉ grande complesso di templi al mondo: Angkor Wat, Angkoir Thom e Bayon Temple …














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