“He will yet fill your mouth with laughter, and your lips with shouting.” (“Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca, e sulle tue labbra metterà canti d’esultanza“): la mia citazione di Giobbe, nel salmo 8:21 li ha sorpresi e stupiti.
Tre predicatori all’angolo di Liverpool St. Station, in un Venerdì sera dove le pipes dei Pubs spremono pinte a raffica per star dietro alla sete sociale che fa della birra il veicolo di coesione in una Londra rinfrescata da qualche temporale. Tre predicatori, e la loro è la gioia del credente illuminato, glielo si legge negli occhi, lo si ascolta dalle loro parole, lo si vede nel sorriso dei loro volti.
“Fratello, predichi anche tu la fede in Dio?“, Mi chiede l’uomo, “No, tutt’altro, io viaggio sulle mappe dell’ateismo e del materialismo dialettico, e l’unico credo cui ogni tanto mi avvicino è quello della Signora Tedesca a Telemetro, credo del quale sono ministro di culto: il sorriso e la gioia però mi affascinano e quindi Job [Giobbe in inglese] mi è rimasto impresso, sarà forse anche per il culto Apple di Cupertino di cui sono sostenitore e aperto finanziatore con i miei acquisti.”
È veloce, coglie l’ironia, e quando chiedo loro il permesso di fotografarli si stampa sulle labbra un sorriso così aperto che gli si sbilanciano gli occhiali.
Foto? Job 8:21 e altri scatti di Londra (Leica M7, 35mm Summilux, pellicola Kodak TMax400) ….






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