Le librerie hanno un fascino particolare e poi quelle che vendono libri vissuti (dire “usati” è un passivo che non rende lo scambio biunivoco che avviene tra libro e lettore), vecchi, consunti, rappresentano un momento quasi religioso quando entro tra gli scaffali.
Oggi a Lisbona sono entrato in una di queste librerie, e ho trovato chi mi ha parlato di Os Lusíadas, il poema epico-omerico che racconta la fase gloriosa delle esplorazioni Portoghesi: scritto da Luís Vaz de Camões e pubblicato la prima volta nel 1572, è strutturato in dieci canti, per un totale di oltre un migliaio di stanze. Rimato in ottava (per chi non si è massacrato al liceo, questo significa una corrispondenza in rima ABABABCC), canta le gesta dei Lusus, i Portoghesi.
Ovvio che sia uscito con 25€ di meno e con una copia delle Lucidai in Inglese (penso in italiano sarebbe un fiasco editoriale paragonabile alla Settimana Enigmistica in Sanscrito). Dubito andrò oltre il primo cantico, che va bene farsi del male, ma c’è un limite a tutto.
Foto? Una libraia …





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