Sono stato a casa una manciata di ore: atterrato a Dubai da Istanbul all’una di mattina, a letto ad Abu Dhabi per le 3.
Sveglia alle 6, in prima convocazione. Sveglia alle 6:30, in seconda convocazione. Sveglia coatta alle 6:45, con tradotta forzata sotto la doccia per un patetico tentativo di recupero delle funzioni celebrali sufficienti a spazzolarmi i denti. In ufficio alle 8, caffe. Solo intorno alle 10 mi sono accorto di avere addosso 2 paia di occhiali da lettura, ed e’ bello sapere che nessun collega abbia osato farmelo osservare: che sia timore reverenziale per l’esperienza e il ruolo, o paura brutta per la faccia da ceceno incazzato lo lasciamo ad una serena valutazione critica postuma.
Finito di lavorare alle 19, casa, sviluppato un rullino per non perdere abitudine e manualita’, collassato a letto, sveglia alle 5:30, taxi e aeroporto di Abu Dhabi (che devo veramente rivalutare per la velocita’; ed efficienza dei processi dato che 112 secondi dopo che son sceso dal taxi ero gia’ al gate.
“Can I have a skimmy cappuccino and blueberry muffin: please do not make the cappuccino too hot, make it almost cold”. “Yes boss”. Nella logica del linguaggio e nella teoria della comunicazione questa potrebbe devinirsi una transazione veramente semplice.
Ditemi voi se e’ possibile poi che io mi sia bollito la lingua con un cappuccio che era prossimo alla Sindrome Chinese, visto che bucava vassoio, tavolo, pavimento, inabbissandosi perforando il manto terrestre in direzione degli antipodi. Appunto mentale di schiaffeggiare l’addetto della caffetteria.
Foto? Beh, ovvio …..



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