L’altra sera mi son messo di buzzo buono e ho sviluppato 5 rullini che avevo in waiting list da un po’ di tempo: 4 sono andati di lusso, mentre uno mi ha fatto bestemmiare un po’ mentre tentavo di caricare la spirale dentro la camera oscura portatile (una sorta di sacco nero con le maniche che uso per non esporre alla luce la pellicola), ma alla fine anche quella pellicola si è avvolta con ordine e l’ho messa nella tank per iniziare il processo.
Ormai con tempi e versamenti vasi di chimica assortita sono ferrato, tanto che al prossimo giro aggiungo addirittura i bagni di arresto e quella roba che nell’ultimo risciacquo impedisce alle gocce d’acqua di fermarsi sulla pellicola e di lasciarti stalattiti di calcare: sono anche riuscito a trovare la pace interiore con lo scanner che – senza lode ne infamia – mi restituisce delle immagini con un buon compromesso di tempi, dimensioni e qualità (vedi sotto), potendo poi fare delle selezioni su cosa scannerizzare ad alta risoluzione.
Si, quindi il processo “post” dello sviluppo c’è, malgrado ancora qualche difficoltà con polvere, briciole e pelucchi assortiti che mi tempestano pellicola e scanner: adesso sarebbe magari meglio mi concentrassi sull’imparare a scattare delle foto civili.
La pellicola mi ha restituito, con l’impietoso realismo che la contraddistingue, contrasti sbagliati, inquadrature confuse e troppo alte, particolari che avrei dovuto cogliere o eliminare, e un’altra serie di cose per cui mi cospargo la pelata con una palata di cenere e continuo il processo: comunque ci si diverte.
Foto? un po’ di esercizi sui ritratti di uomini e cani …






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