Milano, chiudo l’ultima chiacchierata VOIP con un paio di accenti Southafricani: uno decisamente nero e l’altro più Afrikaans. Nella tarda mattinata ne avevo sentiti dal Colorado, dall’Olanda, dalla Scozia e dalla Russia. Poi di Spagnoli e Portoghesi, in un melting-pot cacofonico e babelico fuori dal quale escono programmi, progetti, attività a copertura di un’area geografica che è lungo attraversare in ogni suo senso.
Son quasi le quattro quando mi ricordo che sono nel mio weekend, accarezzo la Signora Tedesca a Telemetro e parto verso due acquisti indispensabili: una borsa più piccola per la Brompton e un paio di Desert Boots Clarks, che, per ironia nel marketing geo-stazionario, non vengono vendute nel paese desertico dove abito, a fronte invece di un assortimento di modelli che penso sia esclusivamente disegnato per i (dubbi) gusti medio-orientali.
Pellegrinaggio anche da Grancini (vini e liquori, in una bella bottega dove amore, alcolofilia e passione fanno apertamente cani-cin) a cercare un Sangiovese per stasera. Torno a casa con le nuvole che rincorrono la sera.
Scatto 6 immagini, che sono in debito di ossigeno per quanto riguarda l’otturatore, tre ve le faccio vedere …





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