Sono tornato da qualche giorno a giocare con paletta e secchiello, e ho tentato di ricominciare la mia routine al di fuori del lavoro con nuoto, bici e qualche camminata.
Sabato Γ¨ andata di lusso, cielo azzurro profondo e una temperatura intorno ai 22 gradi che mi faceva dimenticare le numerose controindicazioni del vivere da queste parti: pedalata turistica di una quarantina di chilometri, e una semplice nuotata. Continuo ad essere l’unico che usa la piscina condominiale all’aperto, data la temperatura ma soprattutto le abitudini climatiche che portano il locali a indossare parka e sciarpe quando si scende sotto i 20Β°.
Ieri stavo spingendo l’anima oltre l’ostacolo e alle 6 sono arrivato in piscina, con il gruppo di bagnini dello SriLanka che a vedermi avevano la pelle di tacchino (che “d’oca” non Γ¨ sufficiente a descrivere i loro brividi) sotto le giacche a vento e il doppio strato di mutandoni di lana.
L’anima (che stavo spingendo) ha tirato una frenata e ha acceso antinebbia e faro posteriore appena sono uscito all’aperto: un nebbione “lodigiano-lomellino” mi nascondeva la vista di qualsiasi cosa e il bagnino che stava battendo i denti mi ha detto “Boss, you are crazy!“.
Inversione a U, doccia e breakfast.
Foto? Andando in ufficio, un paio d’ore dopo c’era ancora un po’ di nebbia …



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