Sabato sera, ho preso la rincorsa. Sono saltato su un sigaro volante e ripiovuto “overnight” nel paese delle consonanti sabbiose.
il 777 ha poi parcheggiato praticamente a Sharjah, dalla parte opposta al terminal: mezz’ora di bus, un “transit” quasi facile, una doccia e adesso un po’ di ore a picchiettare sulla tastiera e a scassare le palle telefonicamente ad una mandria di persone che sospirano “Ma ogni tanto andartene in ferie o dormire un po’ di più non ti capita mai?“.
Poi altro sigaro volante e vado nel paese dell’ex-socialismo reale a far danni per tutta la settimana.
Mosca. Si, lo so, sarebbe stato più furbo arrivarci da Milano, ma ormai il piano era fatto e ho voluto fare una sorpresa alle ragazze prima di rimettermi a picconare a testa bassa.
Domattina sarò nuovamente in metropolitana a sentire l’annuncio “rispettabile passeggero ” e a risalire dal calore umido della terra fino al gelo e al ghiaccio dell’inverno Russo. Si, lo so che andare a Mosca a fine Gennaio non è la scelta climaticamente più felice, ma non ci faremo certo perplimere da qualche decina di gradi sotto-zero, ovvio.
Foto? Ultimo segno di sbrago delle 36 ore di presenza in Italia, un cicchetto prima di decollare ….



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