Nyla mi guarda con un’aria decisamente interrogativa mentre sostengo il ritmo con il piede nell’ascoltare un assolo ai sassofoni di Rahsaan Roland Kirk, e nell’indecisione se il suo interesse fosse più per i miei alluci nudi da addentare o per la respirazione circolare che il grande jazzista usava con naturalezza, le ho cominciato a raccontare qualcosa, che la ragazzina deve cominciare a farsi una cultura sia politica che musicale.
“Nato nel 1935 a Columbus in Ohio, Kirk divenne cieco a due anni a causa una pessima cura medica, e cominciò giovanissimo a suonare strumenti a fiato con una predilezione per le ance dei sassofoni“, le ho cominciato a dire, “e la sua profonda conoscenza della storia della musica nera gli permetteva di spaziare dal soul all’hard-bop, dal ragtime al free con una naturalezza e una padronanza tecnica incredibili“.
“Riusciva a suonare due e addirittura tre sassofoni contemporaneamente (li modificava per riuscire meglio a raggiungere i tasti), e senza interruzioni per riprendere fiato ma gonfiando le gote con l’aria e continuando a soffiarla facendo vibrare l’ancia mentre riacquistava ossigeno: questo gli permetteva degli assolo complessi, ritmati e unici nella storia della musica“.
“Socialmente impegnato, usava il tempo tra i brani per monologhi spesso incentrati sui diritti civili ….” ma vedo Nyla che si è addormentata sui miei piedi e la pianto qui: si riconferma ancora la mia tesi che i pastori tedeschi si rilassino ascoltando storie di cultura.
Foto? Avendo trovato chi mi sviluppa il C41 in poche ore mi son sfogato con un po’ di pellicola a colori: non c’entra nulla con Rahsaan, ma non ho di meglio oggi da condividere …


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