La settimana รจ partita in salita.
Una di quelle salite che ti fanno gemere i denti della corona e implorare il pacco pignoni di essere risparmiato quando arrivi a quello piรน prossimo ai raggi della ruota. Una di quelle salite che ti fanno saltellare tutto l’impianto muscolare e produrre secchiate di acido lattico che c’รจ qualcuno che si mette a protestare per le quote. Una di quelle salite dove rischi di sradicareย il manubrio tentando di raccogliere ogni joule da usare per avanzare di un cazzo di centimetro sull’asfalto.
Mantenendomi in un ambito di linguaggio ciclistico, ieri sera ho voluto celebrare it traguardo volante della metร settimana: ravioli freschi con un sugetto di cherry tomatoes con un pizzico di origano, e l’ultima scaglia di reggiano 36 mesi che tenevo in una teca oracolare sotto vuoto.
Poi ho guardato sulla mensola e non ho saputo resistere.
Rust En Vrede, Estate, annata 2012: dalle colline dello Stellenbosch, 56% di Cabernet Sauvignon, 36% di Shiraz e un 8% di Merlot a definire la rotonditร vellutata sul palato. Bottiglia che un’amica South Africana mi ha portato qualche settimana fa, e me ne ha descrittoย i pregi enologici con un misto tra Afrikaan e ilย duro accento di Pretoria impreziosito da vari pacchetti di sigarette consumati quotidianamente.
Alla fine del 1400 Leonardo da Vinci scriveva “Il vino รจ bono, ma lโacqua avanza. In tavola.“: un genio!
Due bicchieri (il signore alza 15 gradi), dormito 9 ore di fila e mandato al diavolo anche l’allenamento di nuoto delle 6 di mattino. Ogni tanto ci vuole …



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