Tieni duro, dannata dolce vetro-comunista.
Lo capisco, lo so, stai di merda. Ti fa male tutto e non lo riesci a capire. Ti manca il fiato e le zampe ti cedono.
Tieni duro, maledetta quadrupede affettuosa.
Sai che mi ricordo il tuo sguardo intimorito, dieci anni fa. E mi ricordo la prima sera che sei arrivata.
Tieni duro, cazzo. Dai che ne usciamo.
Le chiacchierate che ci facciamo, le due padelle che ti trovi come orecchie. La coda che batti per salutarmi.
Tieni duro, vecchia stronza reazionaria.
Le margherite di cui sei ghiotta e il tuo muso vicino a me quando ci ritroviamo. La gioia dei tuoi guaiti.
Tieni duro, Beria.

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