Sono alcune ore che lo vedo lรฌ a sfregare un cerchione. Seduto in terra non nega una parola a chi passa: “lo zen e l’arte della manutenzioneย della motocicletta” ambientato nei carruggi e applicato a una realtร della Cittร Vecchia di Genova dopo che un temporale ha spento un po’ laย canicola umidiccia.
“Ma che moto รจ?” gli chiedo, onestamente confuso dai pezzi che alle spalle mostrano qualche scooter, una vespa e vari paio di forcelle che emergono da un caos meccanico primordiale, brodo di coltura di passione sulle due ruote.
“Belin, รจ una Harley, 1200” mi risponde entusiasta Davide, paralumista per professione, meccanico artigiano per passione, “Ma il suo proprietario l’ha lasciata davanti al mare per qualche anno, senza curarsene“. In effetti, sporgendo un po’ la mia pelata nell’antro che ospita i principi della dinamica applicati, scorgo il classico bicilindrico a V che fa sognare in molti. Le alette dei cilindri sembrano coperti da coralli e il tutto ha un colore da 50 sfumature di grigio ma senza il tocco porno-soft-harmony del libro di successo (pessimo, tra l’altro).
Le persone inย ascolto/commento/chiacchiera continuano ad alternarsi, man mano che altri arrivano, commentano e suggeriscono le migliori tecniche di abrasione e restauro e alcuni, con un rituale “Va beh, boh, adesso vado che ci ho da fare” abbandonano il gruppo di autocoscienza meccanica.
Come non scattare qualche foto, che la signora tedesca a telemetro rischiava di imbizzarrirsi per la mancanza di attenzione ….






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