Mi pare di esser venuto via solo la scorsa settimana, mentre invece son passati una buona manciata di anni. Ho ripercorso le stesse scale, sono passato dagli stessi controlli e ho visto le stesse facce, le stesse espressioni. La lingua invece mi trova decisamente arrugginito: le poche cose che sapevo dire sono scomparse, come la mia capacitร di leggere i caratteri con una certa naturalezza che adesso รจ retrocessa a livello da sillabario.
ะฒัั ะพะด, ะฟะฐัะฟะพััะฝัะน ะบะพะฝััะพะปั, ะดะพะฑัะพ ะฟะพะถะฐะปะพะฒะฐัั. Non ci siamo, faccio veramente fatica.
Sono a Mosca, e piccono da queste parti per tutta la settimana: “miniera Siberiana” sarei tentato di dire, in riferimento al gran bel film di Grabriele Salvadores sulla biografia di Nicolai Lilin, visto che ho un’agenda dove non ci sta manco uno spillo, ma due foto al volo di oggi devo pur pubblicarle …





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