Sta arrivando Ashooba.
Il cielo è cambiato da un colore caffelatte polveroso (una sorta di nesquick nell’aria, insomma), a tratti di azzurro con la striatura di numerose nuvole parallele, segno del movimento angolare della terra sul suo asse che a un migliaio di chilometri da qui crea la classica spirale. Si, perché Ashooba è un ciclone tropicale.
Prende forza dalla massiccia evaporazione delle acque nel Mar D’arabia che bagna Oman, Iran, Pakistan e India e ha continuato ad aumentare la sua potenza durante tutta la settimana, prevedendo di arrivare sulle coste dell’Oman tra stamani e stanotte. I meteorologi considerano provabili onde oltre i 3 metri alla riva e inondazioni sia nelle zone costiere, sia nell’interno dove i wadi (i greti dei fiumi in quasi perenne secca) si trasformano istantaneamente in torrenti impetuosi che nascono dal nulla e spazzano via qualsiasi cosa trovino sul loro percorso.
Il Mar D’Oman e Musandam si prevedono fortemente agitati: stavo proprio pensando di andare a fare un paio di giorni di immersioni da quelle parti questo weekend, dopo aver spolverato i brevetti che ho. Li ho coscienziosamente riposti nel porta-tessere, accompagnandoli con una sommessa bestemmia.
La temperatura è cambiata: siamo passati dalla canicola che la scorsa settimana aveva portato a passare i 50°c a braccia alzate, a un piacevolissimo 28°c che stamani mi hanno accompagnato nella nuotata: ho visto i bagnini quasi infreddoliti, ma si sa che la loro percezione della temperatura è radicalmente diversa dalla mia.
Potrebbe anche piovere, ovvio che abbia fatto lavare la macchina ieri, cazzo.
Foto? Qualche tempo fa ero andato a Muscat (capitale dell’Oman) per lavoro: mentre stavamo per atterrare ho scattato questo …



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