Dopo alcune ore di democratica discussione ho esordito in un accettabile business-english con “…. dunque, vi voglio chiarire meglio con un’allegoria quale è la mia posizione e il mio ruolo dopo che abbiamo attentamente valutato l’analisi di questo progetto …“, e chi mi conosce si è messo comodo perché sapeva sarebbe accaduto qualcosa che valeva la pena di essere visto e ascoltato.
“… indipendentemente dal vostro credo religioso, tutte le fedi riportano anche se in modo diverso, l’Angelo dell’Apocalisse che guida lo sterminio con fuoco, fiamme e pioggia di piombo fuso. Teste che cadono a grappoli e intere civiltà che scompaiono in un crescere di tragedia.”
“La terra trema, il cielo si fa scuro e tutto ciò che rappresenta la vacua costruzione degli ingiusti viene sbriciolata dalla sua ira distruttiva.”
“Ecco, una volta che ci siamo familiarizzati con il tessuto storico culturale, diciamo che sto per abbattere la mia spada fiammeggiante su questa idea, che mi pare non solo non faccia manco un tallero bucato di risultato, ma che aggiunga rischi a secchiate e sia assolutamente lontana dalla strategia che abbiamo confermato“.
Diversi attimi di silenzio, finché uno ha tirato fuori una cosa tipo “Ma tu non capisci quale sia la nostra vocazione imprenditoriale, e il nostro doveroso impegno a soddisfare le richieste dei clienti”.
Mi è venuto in mente il Requiem:
Rex tremendae majestatis. Qui salvandos salvas gratis. Salva me, fons pietatis.
E io ho spiegato che non è l’ “impegno doveroso” che gli paga lo stipendio, ma un risultato profittevole alla fine di un P&L. Poi gli ho dovuto anche parlare del Requiem Mass in D minor (K. 626) composto nel 1791 dall’immenso Wolfgang Amadeus M(au)ozart.
Foto? Speriamo che domani vada meglio: un “Domani Cafè” a Singapore …



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