Ci sono storie che non si possono raccontare. Ci sono fotografie che non si possono scattare.
Talvolta il momento è così forte che bisogna racchiuderlo nella propria intimità e, per pudore o confidenzialità, per gioia o per tristezza, per il fatto che sia di un bianco accecante o di un nero profondo, deve rimanere lì dove si trova, senza uscire.
Un bel film termina con un monologo “Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare …“: la vita che faccio ogni tanto mi porta sull’orlo di quel cornicione. E subito dopo mi viene in mente un brano di William Blake, sentito in musica tanto tempo fa, che canta “Let the slave … run out into the field“.
Foto? beh, la bellezza dopo una grata: che ci sia speranza per tutti i derelitti di questo mondo, per tutti gli schiavi, per tutti i bambini, per tutte le donne e per tutti gli uomini di questo mondo spesso spietato …




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