“Figa ma si naviga?”
“Se la domanda è se ci sia o meno una connessione internet, la risposta è ‘si’, durante quasi tutto il volo.”
“Ah, figa, è figo. E si può fare? Nel senso ci si può collegare?”
“Si, certo, il wifi hotspot è ‘OnAir’ e i primi 10mb sono gratuiti.”
“Figa, ma si può anche postare su facebook?”
“Puoi scaricare le tue email, verificare le ultime notizie, mandare messaggi con iMessage o WhatsApp, e, si, anche accedere ai social network come Google+ o Facebook, certo.”
“Figa, ma costa?”
“No, come dicevo prima, i 10mg iniziali sono gratuiti, poi hai un piano tariffario orario o per tutto il volo: mi pare siano poco più di $8, quindi abbastanza accettabile. La connessione non è velocissima, ma per chi è nato nell’epoca in cui il ciclostile era rivoluzionario (in senso innovativo e anche politico), potersi collegare e parlare al telefono mentre sei a 10mila metri di altezza sopra l’Iran ha dell’incredibile.”
“Figa!”
“Senti, ma hai mai provato a dire ‘vagina’ invece di ‘figa’ come intercalare?”
“Ma no, cazzo, no! Vagina non suona bene, figa”
“Ecco, un primo risultato l’abbiamo raggiunto: da qui all’arte della consecuzio temporis ce ne vuole, ma siamo nella giusta direzione.”
[On board an A380, over Iran, on 50C seat – “air”publishing!]



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