“Beria, non sei contenta di poterti godere la prima alba dell’anno qui a Genova?”. Il mio cane mi risponde mentre caracolla verso il Porto Antico, annusando con interesse i resti della notte di polvere pirica e alcol assortiti: “No, Mau, sarei contenta se mi avessi lasciato dormire ancora un po’, che con tutti si maniaci dinamitardi che girano a capodanno sembra quasi di essere in guerra“.
Pensa che ieri sera un amico Equadoregno mi raccontava che dalle sue parti è tradizione imbottire di petardi delle grandi maschere di cartapesta, spesso raffiguranti satiricamente personaggi locali o famosi, e poi farli saltare in aria urlando che “L’año viejo” se ne sta andando in pezzi: il problema è che, al solito, qualcuno esagera nel voler fare il botto e i loro ospedali sono impegnati a ricucire mani e salvare occhi per buona parte della notte e della mattina dopo.
Arriviamo in cima all’Isola delle Chiatte proprio nel momento in cui il sole esce dalle spalle della città: buongiorno e buon 2015 a tutti, ma soprattutto al BSC (“Before Sunrise Club”) ….



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