Ogni spesso (che “tanto” nonΒ basta) mi scopro a pensare in inglese: temo succeda molto piΓΉ frequentementeΒ di quanto io non mi accorga sul lavoro (dove faccio una fatica incredibile ad esprimermi invece in un’altra lingua che non sia l’idioma shakespeariano), ma adesso l’impatto sulla vita personale sta salendo come ai tempi in cui avevo deciso di cominciare questo diario di vita vissuta per recuperare una lingua che stavo perdendo e volevo “sciacquare i panni nel Naviglio“, mutuando un’espressione dantesca.
Stamani una serie di accadimenti a catena mi hanno portato a condividere con Daisy (nome di margherita, ma anche di un’amica) la mia visione sull’analisiΒ di un’azienda, che valuto in una fase di “cosmesi di bilancio e gestione” per una cessione molto prossima.
A un certo punto mi sono reso conto, guardando la sua espressione stupita e leggermente affaticata che avevo cambiato lingua, senza accorgermene: “what the fuck, it’s damn clear the plan is to foster revenues and hide costs to make the company and its p&l more appealing for an acquisition” (‘cazzo, Γ¨ chiaro che stanno cercando di incrementare i ricavi e nascondere i costi per rendere l’azienda piΓΉ appetibile per una cessione a breve’).
Daisy mi ha risposto con un “what che cosa?“.
Flash-back!
Mi son ricordato che a Shanghai ho avuto quasi uno spelling di “WTF” quando ho visto un cartello che sembrava indicare, nel giardino alla base di un grattacielo “occhio, caduta suicidi” ….



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