Bene, stamani mi ci son messo di buzzo buono, mi son appeso al collo la “T” con l’idea di provarla sul serio e dar retta ai tipi di Leica che mi dicono gran cose di questa macchina fotografica.
La prima sensazione è quella di avere un Mac tra le mani. Il velluto dell’alluminio perfetto è incredibile: il corpo macchina viene realizzato con un complesso e preciso processo di estrusione da un monoblocco di alluminio, non ci sono quindi giunture, attacchi, viti o inserti di montaggio. La presa è naturale (per i destrorsi) e la leggerezza comunque da la sensazione di avere qualcosa tra le mani, non certo plastica intendo.
L’abitudine consolidata allo schermo dell’Iphone dovrebbe farmi preferire quella inquadratura, ma invece mi concentro sul mirino elettronico che mi offre una “live view” cui non sono più abituato da decenni: pare di essere al cospetto di una strana e compatta reflex. I due comandi (che ho settato sulla sensibilità in ISO del sensore, e sull’apertura del diaframma) dopo qualche ciccata iniziale sono abbastanza veloci da usare: cambia il mondo per un maniaco della purezza manuale della “M” come me, ma ci si riesce ad adattare, cambiando forse il proprio mondo di fotografia.
Si, certo, l’autofocus ti permette di fare cose “alla mano” che sulla M devi programmare con qualche calcolo sull’iperfocale, ma alla fine non mi pare nemmeno male vedere tutti quei quadrati verdi che ti spiegano cosa stai inquadrando. Come prima sommaria esperienza direi che non è affatto male: continuo con le prove.
Foto? Faccio ancora un po’ di fatica, ma ecco i primi risultati (quasi) tutti con la Leica T ..

























Leave a reply to gattolona pasticciona Cancel reply