Ossigeno, ne avevo bisogno questa settimana.
Sono montato in macchina e un’ora e un pezzetto dopo ho parcheggiato vicino a un piatto di lasagne al pesto, prendendomi un pomeriggio di libertΓ dopo aver sacrificato anche un’abbondante portata di porcini e patate che rasentavano il concetto matematico di perfezione celeste.
In ordine sparso: sono passato da Barbara e Moreno che in Via di San Bernardo fanno dei gelati fantastici e abbiamo parlato di castagne, di cachi e di panerΓ , di Yangon, di Bangkok e di come ottenere il visto per entrare in Myanmar. Ho portato a Elena un tea verde veramente speciale che ho raccattato nell’ultimo giro fatto a Singapore: l’ha aperto e il profumo era cosΓ¬ intenso da dare quasi una sensazione di salato.
Sono passato da Roberto a San Donato per divertimi con i suoi racconti dei matrimoni e dei chicchi di riso che deve raccogliere poi sul sagrato, insieme ai petali di rosa schiacciati sulle pietre del pavimento della chiesa che alcuni sposi si son fatti lanciare. Gli ho chiesto se Γ¨ concesso ai sagrestani dire parolacceΒ e mi ha mandato al diavolo sorridendo: mi avrebbe anche dato una pedata non fosse che sono grosso il doppio di lui.
Son passato Al Vino Fino per assaggiare un Dolcetto passato in botte e un Nebbiolo che alza 13 gradi ma non ha il sapore dello stecco di un ghiacciolo quando finisce il gusto: bello comprare un paio di bottiglie e farsi scrivere direttamente sul vetro l’etichetta.
Sono andato dai Fruttarelli, i fratelli verdurai, per ascoltare il “Parlamento Della Cassetta“, il gruppo di saggi che si riuniscono davanti al loro negozio e che sono disponibili a parlarti di qualsiasi cosa con ilΒ divertente gusto polemico e l’onestΓ della sigaretta accesa, del bicchiere in mano e della bestemmia sulle labbra.
Questo Γ¨ il mio ossigeno, questa Γ¨ una bella e vera vita vissuta.
Foto? Un pomeriggio di libertΓ …









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