Solidarietà
È stata un’idea naturale, semplice e spontanea. Un’idea che non ha bisogno di nulla perché, nella sua bellezza, è già pronta per diventare realtà. Solidarietà. Vera, tangibile, presente, continua.
Abbiamo cominciato a parlarne noi tre: Armanda, Carlo, Maurizio. Poi altri, il Signor Carlo, Agnese, Giovanni. Poi altri ancora. Poi abbiamo smesso di parlarne e abbiamo deciso di cambiare verbo, di usare il “fare”. Fare con fiducia, fare con realismo, fare con naturalezza e senza che nessuno lo sappia. Fare solidarietà, aiutare chi ha bisogno. Fare solidarietà con semplicità, con immediatezza, alla base delle esigenze di chi ha bisogno: il cibo.
Una cassetta dove chiunque può lasciare un contributo: poche decine di centesimi, un paio d’euro, una banconota. Semplice, naturale, anonimo. Un aiuto per chi non ce la fa. Qui usiamo il denaro raccolto per offrire cibo a chi non riesce ad arrivare a fine mese. L’anziano, il disoccupato, l’immigrato: chiunque abbia bisogno.
“Paga Esse” ’S’ di solidarietà. Questo è quello che sentirete ogni tanto dire quando passerete nel negozio di frutta e verdura in cima a Via Canneto, a Genova.



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