“Andiamo a Porta Genova, c’è anche la Fiera di Senigallia o almeno quanto tristemente ne rimane: c’è materiale per scattare qualcosa di interessante, dai!“: ci arrivo intorno alle 14, con la voglia di bermi un caffè, che stamani con 30′ di bici, 60′ di allenamento, 30′ di nuoto e poi ancora la pedalata per tornare a casa sono in una condizione da letargo geologico-pomeridiano, altro che da “power-nap” come si dice dalle parti di Singapore.
La Darsena è quasi irriconoscibile per i lavori secolari che la interessano, ma poi scendere nei riflessi delle vetrine di COIN mentre passano i tram, camminare vicino alla stazione, attraversare il ponte pedonale in ferro che ti porta (mi pare) in Via Tortona, scendere lungo il muro gonfio dell’Alzaia Naviglio Grande, entrare nel parcheggio destinato alla Fiera di Senigallia, tutto mi riconcilia con il buon umore.
Tento di trovare un filo conduttore, oltre a quello del quartiere con un fascino che me lo fa amare come il più bello di tutta Milano, ma alla fine mi arrendo e scatto una serie di immagini per confermare la bellezza di quello che vedo. Bellezza e realismo. Bellezza e semplice quotidianità. Macchina e obiettivo fanno, come ho detto a Ryu qualche giorno fa, il loro “maledetto lavoro” con facilità.
Foto? Gli scatti di oggi, praticamente tutti e ammetto di aver esagerato con quasi una quindicina di immagini, e poi il tutto anche montato sulla musica dei Gozillas per strafare un filo, che mi vedo a picconare a lungo nella sabbia a breve. Ma veramente a lungo ….

















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