Post di follia fotografica oggi.
Era ormai tempo che ci giravo attorno: in modo infantile continuavo ad avvicinarmi e poi ad allontanarmi, scuotendo la testa. Soprattutto evitavo accuratamente qualsiasi cosa che mi portasse a meno di 400 metri dal negozio di Ryu, diavolo tentatore, amico, folletto con il suo sorriso beffardo e con la sua orientale vera gentilezza.
Poi ho gettato (o meglio, attentamente posizionato) nello zaino un 28mm, un 50mm, un 90mm e un 135mm: una manna di obiettivi per qualsiasi fanatico. Sommando tutto quello che ho scattato però con le 4 focali negli ultimi 3 anni non arriverei alle 300 foto: da quando mi ha colpito la maledizione del 35mm luminoso non son capace di rinunciarci. E ho messo in saccoccia anche la scusa che il 50mm che stavo usando era troppo “giornalistico” e definito per raccontare le storie che ci son dietro i miei scatti. Mi rimangono “solo” il 21mm e il 16mm che ti restituiscono il “tutto” che si muove attorno.
Son rimasto da Ryu quasi 3 ore. A chiacchierare di progetti, a scherzare su sua suocera, a conoscere chi ha paura di volare e sta per andare a Tokyo, a capire come si traduce “latitudine di posa” nel linguaggio della fotografia digitale. Sono uscito con un 50mm nuovo, quello che volevo, “summa cum lux“.
Il primo paio di scatti, quasi all’alba ….




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