Esattamente un anno fa ho scattato una fotografia a una scritta che mi divertiva “È stato solo un attimo“: mi sono immaginato un incontro, una passione, un momento unico che non ha senso estendere oltre, per poterne cogliere la completa bellezza.
Sono passato più volte davanti allo stesso muro, e ho seguito una sorta di evoluzione, di correzione Darwiniana al messaggio, che lo trasferiva dal personale all’ironico, e oggi all’anarchico nichilista.
La prima aggiunta è stata “ma dura da un po’“, trasferendo il romanticismo in sarcasmo. Per la serie “cazzo, ma sei arrivato/arrivata con solo lo spazzolino da denti per una notte di sesso e adesso hai traslocato e mi chiedi di far spazio negli armadi?“.
La seconda trasformazione ha modificato parzialmente il verbo in articolo e ha equivocato tra “stato” come participio passato e sostantivo, aggiungendo invece il predicato tra le due parole: il risaltato è l’anarchico “Lo Stato è solo“. Che poi sia rimasto in coda “un attimo” e “dura da un po’” mi vede un filo confuso sulla parte esegetica.
Foto? Il muro oggi e in una notte del Luglio del 2013.




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