Stamani ero già in ritardo, alle 5 di mattina: non è stata una bella sensazione, considerando anche che l’agenda della giornata era intagliata come un incisore della zecca che realizzi una matrice. Non c’era spazio manco per un ricciolo in più. Non per uno sbuffetto.
Ovvio, come dice la letteratura inglese, che “shit happens”, i troiai sono sempre dietro l’angolo nel momento in cui uno gira e se li ritrova spiaccicati sulla faccia stile calabroni sul casco in moto. Bene, proseguendo il paragone, ho trovato un paio di calabroni grossi come quaglie sul mio percorso, ed entrambi si sino disintegrati conto la mia visiera. Roba da rimanerne infastiditi.
Alle 21 sono uscito dall’ufficio: non ho ammainato la cravatta in segno di resa solo perché stamani me l’ero già infilata in tasca come se fosse un fazzoletto. Un’ora dopo stavo togliendomi ancora qualche sassolino dalla scarpa e ho affidato alla funzione random di iTunes la scelta di un brano per gli ultimi sprizzi e lazzi della giornata. Come al solito la musica mi parla.
See the stone set in your eyes, See the thorn twist in your side
I wait for you, Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait, And I wait, without you
With or without you, With or without you
Foto? Banale che oggi, visto stavo quasi affidando ad un catetere alcune funzioni corporali, la macchina fotografica non l’ho manco toccata: ma mi son ricordato di un’immagine che ho scattato a Kiev nel Giugno del 2008, esattamente 6 anni fa. Che significhi qualcosa per voi non lo so, ma per me si …



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