Stavo parlando con la Stefania.
Io con una pinta di birra artigianale in mano, lei con un analcolico, che aveva già dato con intensità dalla presentazione della mostra fotografica in poi. Belle chiacchiere, grandi confidenze sulle reciproche esperienze, e su comuni visioni sulla vita.
Alzo gli occhi, “Lunga vita ai ribelli” mi si dice, con una bicicletta dipinta in basso: troppo ghiotta l’opportunità di scattare una foto, mentre stavamo condividendo ancora propositi e vita di ribellione a tutto. Ma c’era qualcosa di più che non riuscivo a capire, qualcosa che mi si imprimeva nella retina a livello incosciente.
Tornato a casa ho sviluppato il negativo, e quasi casualmente ho ingrandito un dettaglio: c’era Ernesto, il Che, in una mug.
Come dice una persona speciale “I’m shaking my head” …




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