Questo pomeriggio ho traguardo con lo sguardo lo schermo che da un po’ di ore rappresenta il mio orizzonte reale e ho guardato fuori dalla finestra, il cielo.
Bisogna imporsi di guardare piΓΉ spesso fuori: ti fa capire che c’Γ¨ un mondo.
Lasciata a briglie sciolte, la fantasia si lancia in associazioni al galoppo: mi Γ¨ suonata nella mente la voce di Clare Torry, nel brano “The Great Gig in the Sky“, “Il Grande Spettacolo nel Cielo” dal disco The Dark Side of The Moon.
Pink Floyd, 1973 per chi ha la sfortuna di non conoscerlo.
La bandΒ aveva cominciato a lavorare al disco nel Giugno del 1972, e originariamente il brano doveva essere basato su passaggi di organo, con una voce che recitava versetti della Bibbia: entrati poi in studio, l’organo fu rimpiazzato da un piano e vennero tentati altri inserimenti, tra i quali anche le conversazioni tra Huston e le navicelle spaziali ma senza arrivare a nulla di soddisfacente, arrivando alla fine a ipotizzare una voce femminile.
Allan Parson, lo storico ingegnere del suono, propose di contattare Clare Torry: una cantante 25enne che aveva partecipato nella registrazione di un album di covers. Un impiegato del Abbey Road Studio la chiamΓ² immediatamente per organizzare una session di prova per la sera stessa.
A Clare non piacevano particolarmente i Pink Floyd e aveva due biglietti per il concerto di Chuck Berry quella sera, quindi rifiutΓ²: solo l’insistenza di Alan la convinse ad accettare una prova per la domenica successiva. Al suo arrivo la band le suonΓ² qualche minuto del brano strumentale, chiedendole di improvvisare quello che le sembrava piΓΉ in armonia. Vennero fatte due registrazioni, con l’improvvisazione di Clare: poi rifiutΓ² la richiesta di David Gilmour per una terza e ne andΓ² a metΓ , sicura che i suoi vocalizzi sarebbero stati scartati, visto il silenzio di tutta la band.
Il silenzio era ammirazione. Il brano fu assemblato con quello che Clare aveva cantato.
Il 1 Marzo 1973 un amico la chiamΓ² da un negozio di dischi: era stato appena pubblicato The Dark Side of The Moon e stava iniziando il successo che lo avrebbe portato a vendere oltre 50 milioni di copie, rimanendo per 741 settimane in classifica. La sua voce, e i credits per la sua voce erano impressi sulla copertina.
“I went in, put the headphones on, and started going ‘Ooh-aah, baby, baby β yeah, yeah, yeah.’ They said, ‘No, no β we don’t want that. If we wanted that we’d have got Doris Troy.’ They said, ‘Try some longer notes’, so I started doing that a bit. And all this time, I was getting more familiar with the backing track. [β¦] That was when I thought, ‘Maybe I should just pretend I’m an instrument.’ So I said, ‘Start the track again.’ One of my most enduring memories is that there was a lovely can [i.e headphone] balance. Alan Parsons got a lovely sound on my voice: echoey, but not too echoey. When I closed my eyes β which I always did β it was just all-enveloping; a lovely vocal sound, which for a singer, is always inspirational.” [Intervista nel 2005]
Foto? Il cielo dalla finestra della mia stanza a London la scorsa settimana …





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