Da qualche settimana ho deciso di sottopormi ad una complessa tortura, fatta di un allenamento quotidiano intensivo unitoΒ a quello che si potrebbe eufemisticamente definire “un’attenzione nell’alimentazione“, che mi priva di sublimi gioie quali 1)Β il secondo bicchiere di buon vino, 2) la birretta taumaturgica, 3) i due etti abbondanti di pasta, annegata nell’olio extravergine in modo poi da mangiarci assieme 2 pani pugliesi per la scarpetta, 4) una tripla porzione di acciughe impanate e fritte da Silvia, dicendo “tanto Γ¨ pesce ed Γ¨ leggero“, e cosΓ¬ via.
Lo so, vita triste, ma ormai la soglia dei 126 kiliΒ mi ha imposto una riduzione dei costi nel riacquisto di pantaloni in cui tentare di entrare.
Beh, ho buttato giΓΉ i prime 5 kili, che anche se sono in termini percentuali un’inezia, mi hanno ridotto il giro vita fino alla consolidata pratica da qualche giorno a questa parte, di allacciare la cintura usando un buco in meno, anzi, quasi balla un po’. Ma questa non Γ¨ la buona notizia.
La buona notizia Γ¨ che ho evitato di celebrare, sbragandomi all’inverosimile, scofanandomi l’impossibile accompagnato da una nabucodonosor di birra e perdendo immediatamente i rosicati benefici dei primi sacrifici: che stavolta mi sia messo di buzzo buono? Vediamo quando arrivo in Australia a fine mese e i miei amici locali mi pascoleranno in qualche concerto o evento: lΓ¬ sarΓ dura ordinare un’acqua minerale ….
Foto? Visto che si parla di cibo, delle radici di wasabi fotografate l’altra mattina a Tokyo ….



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