In Turchia è stato bloccato l’accesso a Twitter. Non sono un fanatico dei social network (e preferisco di gran lunga Twitter a Facebook), ma questa operazione di censura mi sembra veramente anacronistica, soprattutto se operata da un paese che si vuole affacciare a modernità e globalizzazione, integrando il mondo asiatico con quello europeo. Una simile richiesta è stata fatta per limitare Youtube, ma Google ha rifiutato.
La repressione (che chiamarla “censura” non basta a mio parere) pare sia stata la reazione ad alcuni documenti condivisi cinguettando, esponendo il Re Nudo: le denunce di corruzione che hanno già minato il governo, stanno salendo di livello, inzaccherando anche il premier.
Non so se siano veri documenti probatori o ciarpame o peggio calunnia, non mi interessa. Un governo che chiude la comunicazione, che censura, che si arroga il diritto di impedire di parlare avrà sempre la mia opposizione.
Foto? Ovvio, un gabbiano che aspetta di spiccare il volo (a Sydney) ….



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