Mi son scoperto in conference call con il Costa Rica a canticchiare “.. And you can get anything you want, in Mau’s restaurant ..“, e dalle risposte contrariate dell’audience (“bevi meno”, “c’è un’interferenza”, “è Sanremo?”) ho capito che, al solito, il riferimento edotto-musicale non era stato colto.
Chiamo Beria per avere una platea attenta, e vediamo di riscoprire qualcosa del lungo monologo (19 minuti) di Arlo Guthrie con l’accompagnamento ragtime di una chitarra e il delicato battere dei piatti della batteria: pubblicato nell’album “Alice’s Restaurant” del 1967, si riferisce ad un fatto autobiografico occorso durante il Thanksgiving del 1965.
L’Alice della canzone è Alice Brock, che nel 1964, con un prestito di $2,000 dollari da parte di sua madre, acquistò una chiesa sconsacrata nel Massachusetts, per usarla come ristorante. La canzone racconta il fatto realmente successo ad Arlo, all’epoca 18enne, che viene arrestato dallo sceriffo della città per aver lasciato la propria spazzatura fuori della discarica, trovata chiusa per ferie.
Due giorni dopo, durante l’udienza, la polizia e il procuratore presentarono un caso degno di un processo contro le gang del crimine, tra lo sguardo annoiato del giudice e le risate della giuria: alla fine Arlo fu condannato a riportarsi a casa la spazzatura e a pagare un ammenda di $25. Il monologo poi continua descrivendo i tentativi di renitenza alla leva, utilizzando anche questa “condanna” per evitare il Viet Nam. Divertente, spiritoso, brano fresco come era la musica di quel tempo.
Foto? You can get anything you want in the monk’s shop …..



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