Luca è arrivato pedalando, promettendomi una bella camminata nella Amsterdam poco conosciuta, e un’apple-pie spettacolare. La camminata tra i canali mi ha fatto innamorare ancora di più di questo posto: devo tornarci per una seria vacanza di una decina di giorni per scorrazzare in bicicletta, la torta di mele con panna fresca montata invece mi ha portato all’estasi dal primo boccone.
Il posto è Winkel, aperto 7 giorni la settimana, a Jordaan, nel vecchio quartiere ebraico, e il sabato mattina ci si trova anche il Boerenmarkt, dove si riesce a trovare una buona gamma di prodotti organici, incluso un pane con semi di girasole che da solo merita la visita, e dei formaggi che riescono a stupire.
Ho fatto qualche ricerca storica e ho scoperto che l’apple pie è presente nelle cronache inglesi sin almeno dalla metà del 1300, prevedendo pasta a chiudere mele tagliate, ma con totale assenza di zucchero (che oggi invece la ricetta prevede): il prodotto della canna da zucchero, importato dall’Egitto, all’epoca aveva un costo proibitivo, raggiungendo circa i nostri odierni $100 al kilo. Assente però anche il miele (che era più comune trovare nelle mense dell’epoca: questa la chiara indicazione che la torta era tradizionalmente un po’ più aspra (e dietetica malgrado il carico di burro nella pasta) dell’attuale.
La versione olandese dell’apple pie (anche questa apparsa nel tardo medioevo) invece prevede cannella e succo di limone, oltre a chiudere completamente anche la parte superiore con la pasta frolla. Quella svedese invece è più simile a un crumble. Non sono un dolcista, ma devo provare a cimentarmi, a breve.
Foto di oggi? Indovina ….



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