Riders on The Storm

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Ho percepito il suo respiro vicino al mio. Ho sentito il suo calore. Prima mi ha sfiorato, poi si è fatta più vicina. Ho sentito l’umido della sua lingua che si avvicinava e poi mi accarezzava.

Ho sentito il suo alito che sapeva di croccantini, e il suo pelo strofinarmisi addosso con la voglia di tirarmi giù dal letto.

Beria (il mio cane) stamani, intorno alle 6, ha reclamato attenzioni e cibo: la prima frase che ho pronunciato è stata “Beria, You are like a dog without a bone“. Buffo il collegamento nel dormiveglia con una strofa della canzone immortale di The Doors. Dell’ultima loro canzone.

Scritta verso la fine del 1970 e registrata nel Dicembre di quell’anno, “Riders on the Storm” è stata pubblicata nell’album L.A. Woman del 1971. La leggenda vuole che sia stata suonata in pubblico una sola volta, nell’ultimo concerto della band, il 12 Dicembre 1970 a New Orleans: dopo quello le “porte della conoscenza” si son chiuse per sempre.

È l’ultima canzone registrata da The Doors nella loro formazione completa: pochi mesi dopo, il 3 luglio 1971, una vita di abusi stroncava a Parigi Jim Morrison. Qui ci sarebbe da citare il brano “The End”, ma lo teniamo per un altro post.

Riders on the storm, Riders on the storm
Into this house we’re born, Into this world we’re thrown, Like a dog without a bone
An actor out alone, Riders on the storm
There’s a killer on the road, His brain is squirmin’ like a toad
Take a long holiday, Let your children play If ya give this man a ride
Sweet memory will die, Killer on the road, yeah
Girl ya gotta love your man, Girl ya gotta love your man
Take him by the hand, Make him understand
The world on you depends, Our life will never end
Gotta love your man, yeah Yeah!
Riders on the storm, Riders on the storm
Into this house we’re born, Into this world we’re thrown, Like a dog without a bone
An actor out alone, Riders on the storm
Riders on the storm. Riders on the storm, Riders on the storm.
Riders on the storm. Riders on the storm

Foto di oggi: la prima l’ho scattata in un “monastero turistico” da qualche parte nel sud del Myanmar, in Agosto.Unico momento in cui ho incontrato altri visitatori durante la mia permanenza nel paese: acquistavano razioni di riso da donare come elemosina ai monaci buddisti.

I cani che vedete sdraiati apatici, al suono della campana che chiama il pranzo dei monaci si alzano e ululano come indemoniati, riconoscendo pavlowianamente l’arrivo del cibo anche per loro.

La seconda è di stamani (ieri per chi legge), scattata intorno alle 7:00 nel Porto Antico, con un cielo da Settimo Sigillo dell’Apocalisse ….

storm (1) storm

9 responses to “Riders on The Storm”

  1. johakim81 Avatar

    Alla prima strofa ero convinta stessi scrivendo un post hard.. poi il sapore di croccantini mi ha destata!
    Bellissime le due foto!

  2. ogginientedinuovo Avatar

    La foto dell’Apocalisse su Genova è bellissima e tu fuori con quel tempo eri un po’ rider on the storm… Un grattino dietro le orecchie a Beria!

  3. Mirko Avatar
    Mirko

    anche fino a … “…il suo pelo strofinarmisi addosso con la voglia di tirarmi giù dal letto.”….stavamo ancora nell’hard… perchè l’alito di croccantini la mattina, non necessariamente è una prerogativa dei cani 🙂

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Ho paura di chiedere con chi dormi …. 🙂

  4. Ayca nalcaci Avatar
    Ayca nalcaci

    Who is taking care of Beria when you are away from Genova on business?

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      I’ve appointed a full BoD for her 🙂

  5. Maurizio Vagnozzi Avatar

    La storia di Riders on The Storm, raccontata da Ray Manzerek

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