La scritta sul muro è qualcosa che appartiene ad altri tempi, ai momenti in cui era l’unico strumento diretto di comunicazione “qui lo dico”: oggi l’idea graffittara della firma, del “marchio di transito” mi vede veramente freddo e anche spesso un filo infastidito nel vedere più che “comunicare”, “imbrattare”.
Conservo forse ancora il ricordo romantico degli anni di contestazione, di passione e di slogan gridati, cantati, scritti. Poco mi ritrovo nei confusi messaggi odierni.
Ho fatto due passi intorno a casa, alla ricerca di qualche messaggio incazzoso, di qualche “contrasto dialettico a colpi di bomboletta spry”, e devo dire che ho trovato ben poco da fotografare, se non una chiara posizione di “indifferenza” nei confronti del nuovo Pontefice che qualcuno ha sentito il bisogno di esternare in buona calligrafia e con lettere alte mezzo metro ….





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