Credo fermamente nel “fatalismo del traffico aereo” da un lato, e nella “teoria della botta di culo” dall’altro.
Non mi faccio influenzare da concetti sovrannaturali quali la “sfiga cosmica“, ma cominciare la mia egida settimanale con prima un’ora, poi due e mezzo di ritardo nel volo che mi doveva portare a London in orario millimetrico per una cena, mi fa dubitare delle mie certezze e, soprattutto, emettere silenziosi bestemmioni sulle condizioni climatiche inglesi responsabili di questo.
Atterrare e trovare i lettori automatici dei passaporti elettronici bloccati Γ¨ un altro brutto colpo, vista una coda all’immigration. Arrivare poi alla partenza dell’Heatrow Express che mi deve portare a Paddington Station 3 secondi dopo che si sono chiuse le porte e vedere il treno sfilare beffardo, dovendo aspettare per venti minuti il successivo Γ¨ solo un caso, ovvio. Non ci si fa ne scoraggiare ne intimidire dagli eventi.
Giungere finalmente a Paddington Station ormai in ritardo epocale anche per i saluti della buona-notte, e avere la propria carta di credito rifiutata da tutte le macchinette per l’acquisto di biglietti per la metropolitana, potrebbe cominciare a farmi dubitare della dottrina del materialismo storico, a fronte di quella della jella fantozziana su questa trasferta.
Raccattare le ultime due banconote da Β£20, riserva di emergenza per quando dei talebani mi rapiranno e io vorrΓ² mercanteggiare almeno una bottiglia di birra, e mettermi pazientemente in coda per per il taxi dietro ad altre 299 persone Γ¨ un’esperienza che renderebbe istericoΒ un monaco sciaolin.
Son arrivato in albergo alle 23:45, largamente annunciato dagli improperi.
Foto di oggi? Social network kosher in metro …



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