La fotografia mi ha sempre affascinato, a cominciare da quando mio padre mi prestava la sua Yashica biottica (pellicola 127, penso siano svariati decenni non esista più, produceva immagini 4×4): avevo 14 anni e ho ancora qualche stampa ingiallita delle immagini scattate a Londra e nella campagna del Somerset.
Lavorando durante i sabati e parte delle vacanze scolastiche nello scaricare camion (e mi ricordo ancora quando mi è capitato un rimorchio strapieno di rottami ferrosi), mi sono comprato la prima reflex: una Nikon FE, faticosamente poi dotata di un paio di obiettivi e di un motore. Mi sentivo in cielo e ho prodotto centinaia di diapositive con quella impareggiabile pellicola che si chiamava Kodakrome.
Ho cominciato a vagare sul digitale quasi 20 anni fa, con una prima Sony, ma l’amore era sempre per una Leica M2 e una III acquistata in un mercatino a Brooklyn. Sono poi passato a una serie di reflex digitali, complice il fatto che gli acquisti tax-free nel Golfo Persico erano ancora convenienti.
Luca, compagno di liceo, mi ha fatto venir voglia di telemetro digitale e, dopo una prima esperienza M8 che mi ha fatto appassionare, ho comprato una Leica M9 con cui ho viaggiato per gli ultimi paio d’anni e più. Ieri l’ho abbandonata: prossima settimana arriva un nuovo giocattolo.
Qualche immagine scattata …








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