Si, stanotte faccio il passeggero e torno a casa: ci metterò una quindicina di ore almeno, passando sopra la Malesia, la Birmania (non ce la faccio a chiamarla Myanmar), l’India, il Nepal. Salterò tra la China e quel grappolo di stati che finiscono tutti in -stan, dove non mi ricordo mai “quale sia la capitale di dove“. Entro nello spazio aereo della Rodina, la Russia. Sfioro Germania, sorpasso la Danimarca e atterro, felice e intontito, alle 5 di mattina a London.
La citazione musicale è obbligatoria col brano The Passenger di Iggy Pop, che esalta lo spirito nomadico dell’olocausto punk. Composto mentre Iggy era nella stazione di Berlino nel 1977, basato su un poema di Jim Morrison, si deve poi a Rick Gardiner il famoso riff di chitarra che lo accompagna. David Bowie fa parte del coro che intona la strofa e il “la.. lala .. la”.
Ovvio sia nella mia complicatissima lista dei 100 brani da salvare durante un olocausto: ho anche sentito e visto cantare/suonare l’Iguana (soprannome di Iggy Pop) in un concerto al Palalido di Milano nel 1979. Cazzo, erano 24 anni fa ….
I am the passenger and I ride and I ride, I ride through the city’s backsides
I see the stars come out of the sky, Yeah, the bright and hollow sky
You know it looks so good tonight
I am the passenger, I stay under glass
I look through my window so bright, I see the stars come out tonight
I see the bright and hollow sky, Over the city’s ripped backsides
And everything looks good tonight, Singing la la la la la.. lala la la, la la la la.. lala la la
Foto di oggi? Ovvio, un viaggio: non penso di aver mai pubblicato le immagini che ho scattato quando sono andato a lavorare nel Gobi Desert in Mongolia …












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