Atterrare a Singapore dopo 15 ore dentro un 747-400 meriterebbe un filo più di emozione, ma, l’assoluta difficoltà del percorso disimbarco>immigration>custom passato in meno di 2 minuti mi lascia sempre stupito dall’efficienza dei servizi nell’isola-stato.
D’altronde (e mi affascina sempre far cominciare una frase con questa locuzione avverbiale che farebbe intuire continuità nella semantica mentre “mi accingo” invece a sparar cazzate), d’altronde dicevo, lo tsunami di email che ma ha investito appena ho avuto l’accortezza di collegarmi attraverso la rete wifi dell’aeroporto (si, nei due minuti ci si riesce anche a collegare ad una eccellente rete), mi ha poi visto proseguire a testa bassa in taxi, a testa bassa nel check-in in albergo, a testa bassa in ascensore, a testa bassa nell’accendere il computer per collegarmi ad una conference … fino a quando non ho alzato la testa e ho scattato la foto che vedere sotto.
Dimenticavo, a testa bassa ho percorso i 640 metri che separano la reception dalla torre ascensori che dovevo prendere per salire al 38esimo piano, a testa bassa ho girato secco l’angolo forte dell’inerzia dei miei 120kg cui si aggiungono 15 kg di bagagli vari e una tipa lungigambe su traballanti tacchi 12 mi si è schiantata addosso con un effetto moscerino-con-i-tacchi-alti su parabrezza. Non so come si traduca esattamente “pirla, ma dove cazzo corri” in chinese, ma deve essere stato quello che mi ha detto.
La camera d’albergo sembra la consolle di comando di uno shuttle e spero di non far danni nello sperimentalismo e riportarla allo stadio di Apollo 13, costretto poi a chiamare “Reception, we have a problem“.
Con una serie di pulsanti a sfioro riesci a gestire ben 17 diverse illuminazioni della stanza, aprire o chiudere 3 gruppi di tende, far alzare la il coperchio del cesso e pre-riscaldarti la doccia (di 6 metri quadri abbondanti, se ci fossero le corde avrebbe le dimensioni di un ring da pugilato).
Non mi chiedo se, nell’ansia da immediata prestazione stercoraria, per distrazione alzi le tende, illumini il cesso e ti pre-riscaldi il culo solo perché, qui a Singapore, hanno lo stesso sense of humor dei pesci rossi.
Son le 4:30 di mattina e mi tocca raccattare pala e piccone, scendere nella miniera virtuale delle mail e cominciare a lavorare …. e, se me lo chiedete, si, ultimamente mi piace fotografare i riflessi e penso che riuscire a far stare due cose nella stessa immagine sia una gran cosa!



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