Si, lo so, latito. Da quando son tornato dall’Australia ho scritto solo un veloce pezzo e ho scattato solo un paio di immagini. Shame on me, no excuses.
Che dire: sto lavorando come l’addetto alla quadratura di pietre durante la costruzione della piramide di Cheope (che ha costretto qualcuno per 23 anni a verificare 342 pietre al giorno per arrivare alla somma di oltre 2,5milioni che furono necessarie per l’intera durata dei lavori di costruzione, scusate lo sfoggio di nozionismo storico).
Ieri ho quasi battuto il mio record personale, cominciando a infierire sulle persone che lavorano per me alle 5:10am e terminando alle 2:40am del giorno successivo. Quasi 21 ore di lavoro, delle quali oltre 15 al telefono (ho le cuffie che sembrano ormai una appendice naturale delle mie orecchie).
Gran troiaio, trust me!
Oggi comunque ho trovato il modo e lo spazio di combinare una gran pirlata con la Cami: siamo andati da Fercioni (storico tatuatore milanese) e lei si è fatta scrivere una romanticissima frase con tonnellate di riferimenti e di ispirazione, io invece, dopo aver scartato le idee di farmi scrivere “Sale & Tabacchi” sulla fronte o “‘fanculo a tutto il mondo” in font 270 sul petto, ho celebrato il mio fascino aborigeno su un braccio.
Immagine per oggi? Non ho avuto il coraggio di scattare una foto seria, ma anche questa, presa al volo con l’ipad, mi piace (mi si vede anche) …ah, dimenticavo: ho passato i 300 post!



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