Bhopal, 28 anni.

Written in

by

La notte del 3 Dicembre 1984, nello stabilimento Indiano per la produzione di pesticidi delle Union Carbide Corporation, una falla in un serbatoio rilasciava nell’aria 32 tonnellate di gas tossici, incluso metil-isocianato in alta concentrazione. I gas si sparsero nella notte per Bhopal, popolosa e storica città dell’India centrale.

Pochi minuti dopo la fuga di gas, avvenuta a mezzanotte e cinque, 5,000 persone morirono. Nelle poche ore successive altre 8,000 vittime. Le morti continuarono. Il conteggio definitivo ha stabilito che oltre 20,000 persone sono decedute e 500,000 hanno subito danni permanenti, inclusa cecità e altri effetti neurologici.

Il tasso di mortalità o malformazione infantile sono tutt’ora effetti devastanti di quella notte.

Nel 2009, per il venticinquesimo anniversario della tragedia, la seria BBC ha visitato Bhopal: “The BBC took a sample of water from a hand pump in constant use just north of the plant and had it tested in the UK. It contained nearly 1,000 times the World Health Organization’s recommended maximum amount of carbon tetrachloride, a pollutant known to cause cancer and liver damage.”

Il suolo, le falde acquifere, le ossa delle persone sono ancora impregnate di veleno.

Bhopal è il più spaventoso incidente industriale della storia dell’umanità: la Union Carbide, riconosciuta colpevole di negligenza, pagò $430m di risarcimenti al Governo Indiano. La Dow Chemical, che ha acquisito la UCC nel 1999, ha dichiarato che considera risolta, con quel pagamento, ogni passata e futura controversia.

Il crimine di aver costruito una fabbrica di morte nel mezzo di una città è impunito.

Nel 2003 ero in India per lavoro e ho scattato queste immagini a Bangalore …

2 responses to “Bhopal, 28 anni.”

  1. Nuzk Avatar

    Ci sono alcuni luoghi, più di altri forse, dove la vita umana non ha alcun valore, le persone sono considerate carne da macello, le donne più degli uomini…

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Si, e temo di averne visti. Eramente troppi di questi luoghi ….

Leave a reply to Maurizio Vagnozzi Cancel reply

Wait, does the nav block sit on the footer for this theme? That's bold.

THE WORLD, ONE STORY AT A TIME

Explore the style variations available. Go to Styles > Browse styles.