Dopo la sveglia antelucana, suonata da un yankee con scarse cognizioni di geografia (leggi il post di ieri), sono sceso per un breakfast che sembravo il Gen. Custer che caricava a Little Big Horn. La colazione del mattino, oltre ad essere il mio pasto principale, è il momento nel quale mi concedo il lusso del relax, del fancazzegio e della lettura ibrida.
Momento sacro.
Ho preso un uovo sodo, tagliato a metà, l’ho annegato da una parte con una cucchiaiata di quello che pare sia caviale dell’ossezia e l’altra con un intruglio frullato di peperoni e pomodori. Ho coperto il tutto con qualche sottile anello di cipolla rossa e ho innaffiato abbondantemente con tabasco (verde, lo adoro). Ho messo accanto, per esigenze coreografiche, dei funghi passati in padella e un wan-tong vegetale.
Avviandomi verso il tavolo ho avuto la strana sensazione che il mio colon mi volesse parlare per dirmi “Pietà, non vorrai mica introdurre nel tubo digerente quel miscuglio esplosivo? Pensa poi al lavoro che dovrò fare io tra qualche ora“. Non l’ho voluto ascoltare e ho battuto il record mondiale di breakfast eclettico mentre una cliente americana, che mi sedeva nel tavolo a fianco, ha mormorato “Congrats!” strabuzzando gli occhi.
Giornata di sole e, a parte la mattina, con temperatura fantastica intorno ai 12 gradi: son riuscito ad infilare tutti i meeting muovendomi a piedi e senza borsa: quindi oggi solo foto turistiche fatte con l’ipad ….





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