Mi piace prendere i mezzi pubblici.
La Cami, che ultimamente condisce scarcasmo e ironia come se fossero in un’insalata mista, sostiene che sia un “piacere incoscente e temporaneo da contrappasso lusso-realta’“: mi dice che l’essere condannato, nel girone del Paese dei Castelli di Sabbia, a viaggiare nel silenzio del mio abitacolo privato, comodo e climatizzato, mi faccia apprezzare il contatto visivo, fisico e olfattivo con l’umanitΓ .
Partire da casa, arrivare in Piazza del Duomo dopo una dozzina di minuti, senza essere afflitto da traffico, Area-C, parcheggio e limitando il mio contributo all’inquinamento ambientale, sono gli argomenti razionali che le espongo, ma ricevo un’alzata dubbiosa di sopracciglia.
Foto? Democratic Mass Transport ieri pomeriggio …



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