Nell’Ottobre 2016, manco un paio di mesi fa, la Municipalità di New York City ha censito 62,306 homeless, persone senza casa (dati ufficiali, ho controllato le fonti).
Questo include 15,769 famiglie senza casa, con 24,121 bambini: questo conteggio considera solo chi si è ufficialmente registrato in Comune, e la stima è che il numero reale sia quasi il doppio. Per darvi un’idea è come se tutti gli abitanti di tre città delle dimensioni di Lodi dormano per strada tutte le notti a NYC: oltre 120mila persone.
Sono dati che hanno superato la catastrofe legata alla grande depressione del 1930.
Una mancanza di abitazioni ad un prezzo e ad una qualità accettabile, un mercato del lavoro che – quando ti espelle – diventa difficilmente riguadagnabile: “Research shows that the primary cause of homelessness, particularly among families, is lack of affordable housing. Surveys of homeless families have identified the following major immediate, triggering causes of homelessness: eviction; doubled-up or severely overcrowded housing; domestic violence; job loss; and hazardous housing conditions. Research shows that, compared to homeless families, homeless single adults have much higher rates of serious mental illness, addiction disorders, and other severe health problems.”
Marciapiedi, antri dei negozi, stazioni della metropolitana, tutto diventa “casa” in questo dramma …



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