“Kahle Inyoka” ha esclamato il mio Caronte stamani, quando un proiettile di generose dimensioni con sopra seduto un tipo della mia corporatura e con un casco in testa ci è passato vicino.
Il rumore era chiaramente quello di uno scarico Akrapovic, e quando mi è passato vicino mi sono dato ragione, con un filo di rimpianto. Una BWM GS 1200, una moto delle dimensioni di una petroliera ma con una sorprendente agilità e un piacere nella guida che è difficile da eguagliare. Il tipo aveva mestiere nella guida (e una volta ce l’avevo anche io, cazzo) e sparigliava il traffico che dalla R24 si stava innestando sulla 3 a Bedfordview.
Il contesto, scusate: un sigaro volante mi ha recapitato stamani poco dopo le 5 sulla pista dell’OR Tambo Airport in South Africa, e Caronte stava per scaricarmi davanti all’ostello dove avevo appuntamento con me stesso sotto una doccia per poi vestirmi da bravo ragazzo ed essere in miniera per le 8.
“Hey brother, ‘Inyoka‘ mi pare voglia dire ‘Serpente’ in Zulu” gli chiedo, memore di quando (giovane e pirla molto più di adesso) avevo deciso che il modo giusto di visitare il Kruger fosse a piedi e alla guida (Zulu, appunto) avevo chiesto di cosa avesse dovuto mai preoccuparmi. “Si boss, e quel motociclista non deve fare il serpente tra il traffico che se cade rimaniamo bloccati qui per ore” mi ha risposto con chiaro altruismo.
Foto? Qualcosa con l’iPhone, che un telemetro è in borsa ma dubito avrò il tempo di usarla: gente che cammina a bordo strada verso la stazione di Sandton, Caronte, e infine un moderato e dietetico breakfast che mi son concesso …





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